Protesti Cambiari

I Protesti Cambiari sono dei provvedimenti amministrativi che testimoniano il mancato pagamento di un assegno bancario o di una cambiale da parte del debitore.
Ricordiamo che, secondo la legge, per assegno si intende quello strumento di pagamento che autorizza il titolare di un conto corrente bancario ad ordinare il pagamento di una somma ad un altro soggetto o, eventualmente, a se stesso.

La cambiale è invece un titolo di credito che permette di rimandare il pagamento di una somma in denaro.
In pratica ci sono due tipi di cambiale: la cambiale tratta da due persone, in cui il traente dà ordine al trattario di pagare una somma al portatore del titolo, ed il pagherò cambiario: l’emittente fa una promessa di pagamento al creditore, ovvero al beneficiario del titolo.

La Camera di Commercio svolge nel contesto dei protesti bancari importantissimi compiti.
Prima di tutto riceve gli elenchi dei protestati direttamente dai ufficiali levatori. In particolare dai notai, dai segretari comunali e dai pubblici ufficiali.
In secondo luogo pubblica i nomi e i dati anagrafici dei protestati nel Registro informatico.
In terzo luogo riceve le domande di cancellazione dal Registro Informatico dei Protestati e provvede alla cancellazione.

La domanda di cancellazione dal Registro Informatico va presentata all'Ufficio Protesti della Camera di Commercio.
Si puó presentare domanda sia perché si pensa che il protesto sia erroneo, sia perché il protesto è stato pagato.



L'Ufficio Protesti ha venti giorni dalla presentazione della domanda di cancellazione, per accertare la regolaritá del pagamento effettuato da parte del soggetto protestato o per pronunciarsi sull'istanza di erroneitá del protesto.

Questo è il momento in cui possono scattare i controlli di veridicitá sulla documentazione presentata.
Se l'Ufficio accetta l'istanza, entro cinque giorni dalla decisione il provvedimento è eseguito e la cancellazione diverrá definitiva.
Nel caso in cui l'istanza non venga accettata, il soggetto protestato puó ricorrere all'autoritá giudiziaria ordinaria contro il provvedimento di rigetto, in questo caso il Giudice di Pace. Se il protesto non puó essere cancellato, il protesto sará conservato per 5 anni dalla data di registrazione.

Se la cambiale viene pagata entro 12 mesi dalla data del protesto, bisogna presentare la domanda di cancellazione firmata e debitamente compilata al Presidente della Camera di Commercio che ha pubblicato il protesto.
Alla domanda bisogna allegare l'originale dell'atto di protesto, il titolo originale, la ricevuta di pagamento di spese e interessi o il modulo di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, la relativa marca da bollo e i diritti di segreteria per ogni protesto.
Ricordarsi di portare il documento di identitá se si presenta la domanda allo sportello, altrimenti allegare fotocopia del documento d'identitá alla documentazione, se inviata per posta.

Pagare entro dodici mesi dalla pubblicazione del protesto è importantissimo.
Infatti, se la cambiale viene pagata dopo 12 mesi dalla data del protesto, prime di presentare la domanda di cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti, è obbligatorio effettuare un altro passaggio, chiedendo la 'riabilitazione' al Tribunale di residenza.

In questo caso, una volta ottenuta la riabilitazione, bisogna allegare alla domanda di cancellazione del protesto, una copia conforme all'originale del Decreto di riabilitazione, marca da bollo e diritti di segreteria per cadauno dei protesti da cancellare.
Si puó in alternativa chiedere alla Camera di Commercio di aggiungere il dato relativo all'effettuato pagamento nel Registro Informatico.

Per completezza informativa, le norme relative alla cancellazione dei protesti cambiari sono state attualizzate con legge 18 agosto 2000, n. 235 che va a sostituire alcuni articoli della legge 12 febbraio 1955, n. 77.
In particolare la nuova legge prescrive che i pubblici ufficiali abilitati a levare protesti cambiari devono trasmettere al presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, il giorno successivo alla fine di ogni mese, l'elenco dei protesti per mancato pagamento di cambiali accettate, di vaglia cambiari e di assegni bancari nonché l'elenco dei protesti per mancata accettazione di cambiali, con l'eventuale motivazione del rifiuto. Uguale obbligo hanno gli uffici del registro per le dichiarazioni di rifiuto di accettazione delle cambiali.

Interessante notare che la Legge prescrive anche che 'con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono autorizzate ad elaborare le statistiche relative ai protesti per mancata accettazione'.

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