Cai Protesti

Col nome di Cai si individua la Centrale di allarme interbancaria.
Il CAI non č altro che un archivio informatizzato che venne istituito per legge nel 1999 presso la Banca d'Italia.
L'emanazione del Decreto del Ministero di Giustizia numero 458/2001 e del Regolamento della Banca d'Italia del 29 gennaio 2002 ha dato vita a questo istituto che svolge un importante ruolo nell'ambito del mondo dei prestiti.
La centrale di allarme infatti essa assicura il regolare funzionamento del sistema prestiti e finanziamenti.

Come funziona esattamente?
L'archivio contiene tutti i nomi delle persone che per svariati motivi hanno causato problemi nel mondo dei prestiti e finanziamenti: persone che non hanno onorato le rate del proprio prestito o del mutuo, che hanno dato assegni scoperti, ecc..
Attenzione! Nell'archivio in questione non vengono inseriti, come si pensa, tutti i nomi delle persone che hanno richiesto un finanziamento, con i dati relativi al finanziamento stesso!
L'archivio contiene solo le generalitį di tutti i soggetti che hanno avuto problemi a restituire il denaro preso a prestito o che hanno emesso assegni bancari e postali senza che esistessero i fondi per coprire i suddetti assegni.

Inoltre nell'archivio vengono inseriti le generalitį di coloro ai quali č stata revocata l'autorizzazione all'uso di strumenti di credito, come carte di credito, e carte di debito.
Le cause della revoca dell'uso di una carta puó essere il 'non pagamento' di piś rate delle somme ottenute per le spese effettuate, oppure il reiterato ritardo nel pagamento delle rate relative alla restituzione delle somme prese a prestito per effettuare gli acquisti tramite carta.



L'inserimento nella CAI prevede il divieto, per la durata di sei mesi, di emettere assegni e di stipulare nuovi contratti per ottenere libretti di assegno.
L'iscrizione nel CAI comunque non comporta il divieto di richiedere nuove carte di credito o prestito, in quanto la decisione viene lasciata all'ente emissore delle carte.

La centrale di allarme cancellerį automaticamente il nome di questi soggetti dopo due anni dalla relativa iscrizione.
Il registro contiene inoltre tutti i dati delle persone che sono state sanzionate da Prefetture o da Autoritį giudiziarie per motivi legati.
Inoltre vengono sistematicamente inseriti i dati relativi ad assegni e carte di credito smarrite, anche se in questi casi, non si fa riferimento a nomi di chi ha smarrito le carte o gli assegni.

Tutti le persone fisiche e giuridiche possono accedere all'archivio per verificare i dati registrati a proprio nome e controllare la regolare circolazione di assegni bancari e postali e di carte di pagamento.
Le domande di accesso alla centrale possono essere presentate via posta, fax, o alla casella di posta elettronica certificata delle Filiali o direttamente presso gli sportelli delle Filiali della Banca utilizzando la modulistica prevista.
E' sempre possibile richiedere chiarimenti alla Banca d'Italia sull'iscrizione del proprio nominativo nell'archivio.

La richiesta di accesso ai dati, completa dei dati anagrafici e del codice fiscale, puņ essere presentata direttamente presso le Filiali della Banca d'Italia sia dall'interessato, previa esibizione del proprio documento d'identitą, ovvero da un soggetto da questi delegato munito di delega e di fotocopia del documento d'identitą del delegante.
Chiunque puņ accedere invece ai dati non nominativi contenuti nell'archivio per il tramite delle Filiali della Banca d'Italia o degli enti segnalanti privati che offrono tale servizio.

Per completezza di informazione la normativa degli illeciti relativi a assegni bancari e postali nasce con il Decreto Legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, 'Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio'.
Nel 1999 il Parlamento italiano, nell'ambito di una riforma piś ampia, decise di riformare la disciplina sanzionatoria relativa ad assegni bancari e postali.
In particolare si č proceduto a depenalizzare i reati di emissione di assegno senza autorizzazione e senza provvista.
Da allora, chi emette un assegno bancario o postale senza l'autorizzazione del trattario o senza provvista č punito con una sanzione amministrativa e la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni.

Inoltre, il trattario che omette o ritarda l'iscrizione nell'archivio, ovvero che autorizza il rilascio di moduli di assegni in favore di persona il cui nominativo risulta iscritto nell'archivio, č obbligato in solido con il traente a pagare gli assegni emessi dallo stesso traente nel periodo in cui avrebbe dovuto operare la revoca, anche se manca o č insufficiente la provvista.

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