CATTIVI PAGATORI

Nell'ambito della normativa sui prestiti è molto importante notare la differenza tra Cattivi Pagatori e Protestati.
Mentre i Protestati finiscono in casi ben specifici nel Registro Informatico dei Protestati della Camera di Commercio, i Cattivi Pagatori sono soggetti che, dopo aver richiesto un prestito personale, pur avendo avuto problemi a restituirlo, lo hanno infine saldato, senza che sia stato levato alcun protesto.

I Cattivi Pagatori, nonostante non finiscano nel Bollettino Informatico dei Protestati, vengono comumque schedati in apposite Centrali, dette di Rischio, consultate di prassi dagli istituti creditizi prima di aprire una qualsiasi linea di credito.
E' infatti indispensabile, per chi concede un prestito, accertarsi della solvibilità di chi lo richiede.

Dopo aver controllato nell'elenco dei Protestati (che comunque ricordiamo è aggiornato agli ultimi 5 anni e non può trattenere alcuna informazione sui precedenti protesti, anche non saldati), banche e società creditizie chiedono informazioni ad alcuni istituti specializzati nel settore del credito, per controllare che il cliente non abbia problemi con altre società e che i pagamenti fatti siano sempre stati regolari.

Non è detto che un soggetto che non risulti in questi elenchi debba necessariamente ottenere il prestito richiesto: spesso le società preferiscono aprire una linea di credito ad un dipendente pubblico che ha avuto sporadici problemi, che non ad un soggetto, magari imprenditore privato, che non abbia mai fatto richiesta di prestito!
Non esistendo infatti alcuna informazione sulla solvibilità di quest'ultimo e non potendo spesso un imprenditore privato presentare alcuna garanzia sul proprio lavoro, un dipendente pubblico farà meno fatica ad accedere ad un finanziamento.



La raccolta delle informazioni relative ai cattivi pagatori comunque viene effettuata sia da istituti pubblici che da società private.
Le Centrali di Rischio Pubbliche fanno capo alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, che si occupa di mutui, anticipazioni, prestiti pari o superiori a 75.000 €, e la Centrale Rischi della Società Interbancaria per l’Automazione (SIA), che si occupa delle esposizioni fra i 31.000 euro e i 75.000 euro.

Le Centrali di Rischio Private (CRIF, la CTC, l’Experian) sono invece una sorta di società di raccordo con il sistema bancario, che custodiscono i dati di esposizione relativi a importi fino a 31.000 euro.
Banche e Finanziarie che aderiscono al servizio da loro offerto possono, consultando questi archivi, limitare i rischi nella concessione del credito.
Anche nel caso di iscrizione negli archivi dei Cattivi Pagatori la legge dispone regole precise per la cancellazione dagli archivi.

Le tempistiche per la cancellazione sono le seguenti:
- morosità di due rate o di due mesi comunque sanate: 12 mesi dalla regolarizzazione;
- ritardi superiori a due rate o a due mesi comunque sanati: 24 mesi dalla regolarizzazione;
- eventi negativi non sanati: 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui siano state apportate modifiche al contratto (accordi diversi o rimborsi parziali).
In genere i termini vengono rispettati, ma è sempre meglio informarsi sulla propria posizione creditizia, per evitare spiacevoli sorprese.

In caso di errori o ritardi è infatti possibile contattare queste società per la richiesta di informazioni, la variazione o la cancellazione dei propri dati personali, sempre nel rispetto della tempistica indicata in precedenza.
Consigliamo inoltre di effettuare spesso un report finanziario sulla propria posizione finanziaria per limitare al massimo il rischio di cadere nella rete dei furti d'identità.

Riteniamo importante sottolineare che non si prevede una cancellazione dei ritardi regolarizzati, ma solo un’integrazione del nominativo segnalato con l’indicazione dell’avvenuto pagamento.
Inoltre, l’integrazione avviene entro 10 giorni dalla regolarizzazione dei pagamenti. La banca dovrá immediatamente dare comunicazione alla Centrale rischi del pagamento in modo che avvenga la variazione.
Infine, le registrazioni giá presenti, se relative al mancato pagamento di rate mensili di numero inferiore a sei o di un’unica rata semestrale, devono essere integrate dall’indicazione che il pagamento è avvenuto e dunque sono regolarizzate.

Ricordiamo inoltre che il protestato, a differenza del cattivo pagatore, verrá anche inserito nell'archivio informatizzato relativo a chi ha avuto problemi con assegni e carte di pagamento della Banca d'Italia.
L'inserimento in questo ulteriore registro fa si che il protestato non possa emettere ulteriori assegni per i successivi 6 mesi.
Il divieto verrá eliminato quando il protestato pagherá l'importo dell'assegno, degli interessi, delle spese di protesto e della penale del 10%, entro il termine previsto.
L'ordinamento italiano disciplina il protesto attraverso la Legge 12 febbraio 1955, n. 77, la Legge 7 marzo 1996 n. 108 e la Legge 25 giugno 1999.

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